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L’adolescenza: tra sfide e opportunità

Le definizioni più comuni intendono per adolescenza quella fase della crescita, interposta tra la fanciullezza e l’età adulta, collocabile tra i 12 e i 20 anni circa.

È certamente una tappa delicata ed è accompagnata da compiti evolutivi di un certo calibro: l’adolescente è chiamato a raggiungere una certa autonomia e una definizione della propria identità, attraverso quello che viene definito “processo di separazione/individuazione”.

Non a caso, quando si parla di adolescenza, si parla di fragilità, insicurezze e conflitti portati da altrettanti cambiamenti corporei, relazionali ed emotivi.

Come se non bastasse, la modernità ci impone di fare i conti anche con tutto il mondo del cyberspazio: i giovani di oggi sono iperconnessi, in costante relazione anche se confinati tra le mura domestiche, così come accaduto ed amplificato a seguito dell’emergenza sanitaria da Covid-19.

In tutte le epoche storiche ed in maniera del tutto democratica, però, l’adolescenza ha avuto la grande capacità di mettere a dura prova l’intera l’organizzazione familiare e le sue strategie adattive. Infatti, accanto all’adolescente figurano la mamma/ il papà/ i genitori di un adolescente, il fratello/ la sorella di un adolescente i nonni di un adolescente e così via. L’adolescenza arriva in una specifica fase del ciclo di vita di ciascun membro familiare.

Se, dunque, le difficoltà dei giovani possono esprimersi attraverso conflitti (più o meno espliciti) fino, in casi estremi, ad una serie di sintomi quali ansia, depressione, disturbi alimentari, devianza, ecc.

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I genitori possono a loro volta sentirsi spaesati perché le forme educative e di cura fino a questo momento utilizzate non funzionano più. Questo può creare o massimizzare le difficoltà comunicative all’interno della famiglia, le frustrazioni e il successivo allontanamento.

Alcuni, ad esempio, finiscono per essere “genitori-elicottero”, dall’inglese “helicopter parenting”, termine utilizzato per descrivere quei genitori che, come elicotteri, ronzano perennemente sopra la testa dei figli. Al contrario ci possono essere genitori che lasciano al/alla figlio/a tutta l’autonomia possibile. La difficoltà sperimentata spesso è proprio quella di non trovare il giusto equilibrio: un’iper presenza fisica e psicologica o la sua assenza risulta troppa o troppo poca in termini quantitativi e spesso sbagliata in termini qualitativi.

Un altro aspetto, non meno importante, conseguente alla maggiore autonomia dei figli, è costituito da un maggiore tempo e spazio che i genitori si ritrovano ad avere: si apre cioè uno spazio per tornare a essere coppia e non solo genitori.

Alla luce di questi aspetti per gli adolescenti e, di conseguenza, per i genitori questa fase richiede la capacità di confrontarsi con il nuovo, trovare nuove risorse all’interno delle relazioni, rielaborando i ruoli e le posizioni familiari assunti fino a quel momento per crearne di nuovi.

In alcuni casi questo processo può essere faticoso e la consulenza psicologica può rappresentare per l’adolescente, la coppia o la famiglia, il luogo adatto dove affrontarlo insieme.

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